[Sessione 3]
Giocatore: Emilio
Usando le prime due giocate, decido di tirare alcuni dadi prima di creare il personaggio, per vedere come inserirmi nella storia
Il mio PG è un predone? C:3 R:6 → No
Il mio PG è “Crazy” Eddy? C:4 R:3 → Si
Bene: interpreterò “Crazy” Eddy. Per cui costruisco la scheda personaggio basandomi su quello che so e su quanto posso desumere. In caso non abbia informazioni tiro i dadi o prendo informazioni dal manuale di Loner, dove nel pacchetto avventura Post Apocalittico c’è proprio il personaggio “Crazy” Eddy
Nome: “Crazy” Eddy
Concetto: Meccanico Instabile (lo scelgo in base al nome)
Abilità: Esplosivi (lo derivo dal seme di avventura) - Meccanica (lo derivo dal concetto)
Debolezza: Instabilità mentale (lo derivo dal nome)
Attrezzatura: Esplosivi - Granate (dal personaggio originale Crazy Eddy di Loner)
Obiettivo: Sfondare le difese di un complesso dei Predoni (lo derivo dal seme di avventura)
Motivazione: Cercare vendetta per ingiustizie passate (preso dal manuale)
Nemesi: ? (ancora da definire)
Dopo aver creato il personaggio e riguardando la scena numero 2 dove Syl ha uno scontro con due uomini, non identificati, chiedo all’oracolo:
I due uomini sono Crazy Eddy e Powhatan? C:3 R:1 → Si, ma…
Eddy è quello incolume? C:6 R:5 → Si, e…
Per interpretare il ma, tiro sulla tabella azioni di Loner: 1-1 → Iniettare 4-1 → Strumento
“Cazzo… sono davvero molto contento che qualcuno mi abba affidato una scorta! Cazzo… era da tempo che non mi davano qualcosa da fare di divertente. Voglio dire… preparare i mezzi e sistemare i motori è divertente, ma… Cazzo! Giocare coi candelotti è tutt’altra cosa!”
Eddy, il pazzo, continuava a parlare, a raffica. Il suo interlocutore però sembrava più intenzionato a guardarsi intorno, che altro. Powhatan, così gli avevano detto che si chiamava la sua scorta. Eddy era al settimo cielo anche se il suo compagno svettava sopra di lui ed era silenzioso.
Eddy continuava a parlare.
“Cioè voglio dire… è un lavoro di una certa responsabilità. Mica lo fanno fare a tutti. Maneggiare questi candelotti vecchi di decenni è un’arte, mica una scienza. Lo sai quante volte l’ho fatto?” chiese a Powhatan.
Dell’uomo si vedevano solo gli occhi tra il cappuccio di pelle e la bandana sulla bocca, per evitare di respirare quell’aria malata, ma a Eddy non interessava la risposta. Sembrava solo interessato a parlare.
“Ben 3 volte! Capisci… ben 3 volte!” ripeté Eddy alzando la mano destra e stendendo le uniche 2 dita rimaste della mano. Le altre, indice, anulare e mignolo, erano ridotte a moncherini.
Finalmente Powhatan interruppe il silenzio e disse serafico “Siamo arrivati. Per ora ci fermiamo qui, come ti avevo detto.”
Eddy non sembrava infastidito dalla mancanza di coinvolgimento del suo nuovo compagno di viaggio… alla fine gli avevano dato una missione semplice e questo Powhatan doveva soltanto proteggerlo durante il viaggio… che pericolo poteva esserci, se non quello di farsi saltare un altro dito della mano destra?
I due uomini si fermarono, l’aria si era fatta meno calda. Ma camminare nel deserto, sapendo che una volta quello era probabilmente un campo di mais, non era per niente divertente.
Powhatan prese una piccola siringa dallo zaino, con un movimento veloce ed esperto si iniettò il contenuto senza che Eddy se ne accorgesse.
Non che ci volesse molto… lo chiamavano “Crazy” Eddy per un motivo ed era anzi strano che non avesse continuato a parlare con un masso.
Il sole era già sceso oltre l’orizzonte. Il giorno nel deserto che una volta era verde poteva essere terribilmente caldo, ma le notti diventavano gelide: il piccolo svantaggio del fatto che quasi tutta la vegetazione dell’emisfero nord si era estinta.
L’oscurità avvolgeva le rovine di quella che una volta doveva essere una piccola città. Powhatan si era mosso guardingo, voleva tener fede alla sua missione, anche se aveva i suoi dubbi che Eddy fosse davvero esperto di esplosivi, considerando il numero di dita che gli rimanevano.
Dopo qualche ora di riposo Powhatan tornò a parlare “Dai mettiamoci in marcia, sfrutteremo la notte, la temperatura è sicuramente migliore…”
Non aveva ancora completato la frase quando il rumore di un ramo spezzato lo fece trasalire. Una figura si lanciò contro Eddy e Powhatan, Eddy intravide una lama. E si abbatteva contro Powhatan.
Lui si mosse veloce, d’istinto fece un movimento sulla sua destra, poi colpì la figura con il piede destro. La forza era stata così tanta che la figura era rotolata a metri di distanza.
Eddy trasalì “Ehi che cazzo succede?” riuscì solo a dire.
La figura si alzò, era dolorante. Eddy vide il viso di questa donna, vecchia, in preda ad un dolore muto.
Eddy e Powhatan la circondarono.. fu Eddy, come sempre a rompere il silenzio
“Brutta bastarda, che cazzo hai fatto? Il mio amico adesso ti distrugge” gridò quasi isterico.
Poi alzo gli occhi verso la sua scorta. L’uomo però appoggio il ginocchio destro a terra, poi anche il sinistro e si portò una mano al fianco. Un colpo di tosse sporcò il terreno di sangue nerastro. La vecchia sibilava, il suo machete aveva colpito.
Eddy, preso dal panico, cominciò a rovistare nel suo zaino. Estrasse in un secondo una granata, la impugnò e tolse la spoletta. Poi si mise a ridere
“Brutta stronza… vedi di non muoverti o saltiamo tutti per aria qui!” mostrando la granata innestata.
Poi smise di ridere e si fece serio “E adesso vedi di aiutare il mio amico, che mi deve accompagnare tutto intero, ok?”
[Fine sessione 3]