Cronaca di una giocata di LONER – Horror cosmico contemporaneo PT 1

Premessa, ho creato per mio uso una variante di LONER per giocare avventure alla Howard Phillips Lovecraft con una tabella con d100 di, verbi,sostantivi e aggettivi persi a caso dai Racconti e una dinamica per la PAURA/FOLLIA.
Periodicamente riprendo i PG o in solo o in gruppo. Ecco una AP partita in gruppo che ho deciso di riprendere in solo.

LONER Howard Phillips Lovecraft

AP di Le stelle si allineano … la terra trema

Cronaca di una giocata di LONER – Horror cosmico contemporaneo

SETTING Reggio Calabria, 2025. Un tempo presente riconoscibile, quotidiano: telefoni, conferenze universitarie, musei, traffico urbano. Nessun segno evidente di catastrofe imminente. Eppure, sotto la crosta delle cose, qualcosa è già in moto. I terremoti non sono rari da queste parti. I sogni sì.

PERSONAGGI

Irvin De Grazia
Concetto: Professore universitario ossessionato

Abilità:

Lettura della Lineare A e B

Lettura del Cuneiforme Pesca subacquea

Debolezza: Dipendenza da oppio

Attrezzatura:

I sogni e la loro interpretazione dagli Antichi ai giorni nostri

Tavoletta con antiche iscrizioni

Obiettivo: Decifrare le iscrizioni
Motivazione: Fermare i cultisti ed essere creduto

Giovanni Schiapparelli
Concetto: Geologo scrupoloso

Abilità:

PhD in sismologia e vulcanologia

Parla Mapudungun, Quechua e Rapanui

Debolezza: Agorafobia

Attrezzatura:

Pillole per dormire
Prenotazione per seduta psicoanalitica

Obiettivo: Predire i terremoti

Motivazione: Salvare vite umane

Mauro Siclari

Concetto: Astrofisico senza soldi

Abilità:

Intuizione di correlazioni numeriche

Conoscenza dei miti delle costellazioni

Debolezza: Lavora al planetario
Attrezzatura: Miti e leggende sulle congiunzioni astrali Invito a una conferenza sul cuneiforme Obiettivo: Ottenere la cattedra Lucasiana

Motivazione: I numeri sono la chiave del cosmo

Augusto Ciceroni
Concetto: Uomo toccato dal richiamo

tratti emersi in gioco: Sensibile a visioni e fratture della realtà Unico a restare lucido durante la scossa

Debolezza: Sogni ricorrenti, voce che chiama

LA CONFERENZA La sala del Museo Archeologico è più piccola di quanto Irvin ricordasse. Il pubblico è scarso: una decina di persone appena, sedute a distanza irregolare. Alle spalle del tavolo dei relatori, separati da una grande vetrata a controllo climatico, i Bronzi di Riace osservano immobili, fissati nel loro eterno equilibrio. Irvin inizia a parlare con una voce leggermente roca, ma sicura. Non legge slide. Tiene in mano solo alcune carte annotate, più per abitudine che per necessità. Racconta delle tavolette. Dice che non parlano solo di dèi o rituali, ma di stelle, di movimenti regolari, di eventi descritti come inevitabili. Parla di cicli che si chiudono e si riaprono. Di date che tornano. A un certo punto alza lo sguardo verso il pubblico. «Secondo la tradizione babilonese,» dice, «i terremoti non sono eventi casuali. Nascono dalle congiunzioni e dalle quadrature del Sole con Saturno, Marte e Giove rispetto alla Terra. Lo scrivevano duemila anni fa. E qualcuno, all’inizio del Novecento, ha provato a riprendere quelle correlazioni, parlando di una risultante di forze…» Qualcuno in sala sospira. Qualcun altro prende appunti con aria scettica. Irvin prosegue. Parla di una congiunzione planetaria che si ripete una volta ogni trecento anni. Dice che le iscrizioni cuneiformi non la descrivono come una profezia, ma come un evento atteso. È in quel momento che un rombo profondo attraversa la sala. Non è ancora una scossa vera e propria: più una vibrazione lontana, come se qualcosa sotto il pavimento si fosse mosso lentamente. Irvin si interrompe. Nessuno ride. DOMANDA ALL’ORACOLO Sta accadendo qualcosa? Tiro: 2d100 → 116 Esito: ATTENDERE – FRENETICA Narrazione: Una scossa lieve. Nessun danno. Ma l’aria cambia. Il pubblico smette di distrarsi. Le parole di Irvin smettono di sembrare solo eccentriche.

LA SECONDA SCOSSA Irvin riprende a parlare, quasi senza accorgersene. Racconta di uno scultore di Providence che, nel 1925, aveva iniziato a fare sogni terribili subito dopo un forte terremoto nel Pacifico. Racconta di medici, artisti, individui sensibili che, negli stessi giorni, avevano descritto incubi simili in ogni parte del mondo. «Ora siamo a marzo,» dice. «Cento anni dopo.» La terra si muove. Questa volta non è un’illusione. Le sedie oscillano, il pavimento ondeggia sotto i piedi. Qualcuno si alza di scatto, cercando l’uscita. Ma il movimento si arresta a metà.

Un torpore improvviso cala sulla sala. I muscoli diventano pesanti, i pensieri rallentano. Le persone restano immobili, come se qualcuno avesse abbassato un interruttore. Tutti, tranne Augusto Ciceroni. Nella sua mente una voce si fa strada, sussurrando parole che non appartengono a nessuna lingua conosciuta. Le comprende comunque. DOMANDA ALL’ORACOLO Che tipo di scossa è? d100 → 19 → Fuga d100 → 36 → Sonno 2d6 → 5 Narrazione: Scossa forte, grado 5. Istinto di fuga, ma il corpo non risponde. Una sonnolenza innaturale imprigiona la sala. Solo Augusto resta vigile.

L’USCITA DAL MUSEO Quando la scossa si placa, le persone riescono lentamente a muoversi. Nessuno è ferito gravemente. Le teche di alcuni reperti sono andate in frantumi. I Bronzi, dietro la loro parete trasparente, sono intatti: i piedistalli antisismici hanno funzionato. Il gruppo riesce a uscire all’esterno. DOMANDA ALL’ORACOLO Riescono a uscire senza danni? Tiro: 3d100 → 32, 39, 32 32 – Vedere 39 – Grotteschi 32 – Tempo Narrazione: Nessun danno fisico. Ma Augusto parla senza sosta di ciò che ha visto: una voragine, visioni distorte, rumori incomprensibili. Tutti sentono il tempo come “sfalsato”, come se alcuni istanti fossero stati saltati. All’uscita del museo, un bassorilievo raffigurante Scilla cattura lo sguardo di alcuni di loro. Per un attimo il mostro sembra animarsi: tentacoli, membrane, il lamento dei marinai di una nave squarciata. Poi tutto torna immobile. (+1 Paura a tutti)

LA CASA DI IRVIN Le strade di Reggio sono piene di gente. Molti telefonano ai familiari. I palazzi liberty mostrano crepe nuove sui cornicioni. Irvin li conduce a casa sua. Cena semplice: pasta aglio, olio e peperoncino, formaggi locali, infuso e amaro alla liquirizia. Un tentativo goffo di riportare tutto alla normalità.

Durante la cena Augusto racconta. Parla di un uomo incontrato tempo prima, nei pressi di Cardeto. Di come lo avesse fissato negli occhi, dicendogli che nei boschi c’è una voragine. Che da lì “si genera tutto”. Che la domanda alle sue risposte è nella voragine. Da allora, dice Augusto, quel luogo lo chiama nei sogni. Irvin ascolta in silenzio. Poi mormora che anche a Cardeto si sono verificati terremoti.

LA NOTTE Scosse sparse: Pozzuoli, Puglia, Catanzaro, Reggio. Nei pochi momenti di sonno, tutti sognano qualcosa di simile. Nessuno riposa davvero.

LA COLAZIONE La mattina dopo, caffè e latte sul tavolo. Apparente normalità. Augusto, con lo sguardo fisso verso la finestra, dice a bassa voce: «Un essere alato è venuto a trovarmi in sogno.» Irvin si gira lentamente verso di lui. I suoi occhi sembrano fessure. Non chiede se sia vero. Chiede soltanto: «Com’era fatto?»

ORACOLO – Augusto lo rivela? Sì è…

ISPIRAZIONE su D100 Sonno; Antiche Convegno-→ Beh , ecco era un… mostro con delle Ali, sembravano antiche… incartapecorite… ero nel Sonno, mi ricordava Scilla… coi suoi mille tentacoli come al convegno al Museo. Colei che terrorizza chi va per mare e caninamemte latra… poi è tornata nel suo antro… mi chiamava… DOVEVO ANDARE, DOVEVO ANDARE… Augusto finisce il racconto ed è madido di sudore. Il suo antro sembra un enorme buco in un costone di roccia, dice. E piomba in silenzio.

IRVIN e GIOVANNI dicono quasi all’unisono: Un antro… come una voragine nella pietra….

ORACOLO, hanno fatto sogni simili? 5-5 Sì ma solo Giovanni lo vuole riconoscere, Irvin lo nega a sé stesso prima che agli altri.

I due si guardano in un modo che vuol dire più di mille parole (STRISCIARE , FONDAMENTA, DILUVIO)-→ Giovanni comincia a raccontare: io pure ho fatto nuno strano sogno stanotte… strisciavo con la pietra sopra di me… sapevo di essere nelle viscere della terra, in più di una semplice caverna… quasi fossi dentro un mostro di pietra… poi acqua.. diluvio rumore di acqua, affogavo ma rimanevo vivo battere di ali come di pipistrello e odore di pesce nelle narici…. Poi mi sono svegliato ! Evidentemente le mie pillole per dormire non hanno fatto effetto….

Mauro interviene: Dite che dobbiamo muoverci di qui? Potremmo andare a cercare risposte, magari a Cardeto, là dove i miti raccontano di una voragine da cui tutto a origine… ridette a mezza voce, quasi parlando fra sé.

ORACOLO (2-2) Sì ma: AVANZARE ASTRO ANTICHISSIME: Tutti concordanoma Irvin avverte che non sarà un viaggio semplice. Il racconto di augusto gli ha fatto tornare in mente alcune iscrizioni, non facilmente databili, molto molto antiche…. Parla di una porta per le viscere della terra e di un allineamento di stelle… Gli astri avanzano, la terra si apre… gli uomini percorrono passaggi verso il Fondo. Ma cose risalgono dalle viscere della Terra… cose che, da tempo rimanevano sepolte…